La Baddy Cup motore del nostro sviluppo
- Pubblicato: 27 Maggio 2026
Il badminton italiano sta cambiando. Non solo nei numeri, ma nel modo in cui costruisce il proprio futuro. Lo scorso anno la Federazione ha avviato un percorso chiaro, ispirato ai modelli più efficaci a livello europeo, come quello francese - che in pochi anni ha portato il badminton a numeri altissimi - e alle esperienze nazionali come “Scuola Attiva Junior” di Sport e Salute, che con alcuni adattamenti può diventare uno strumento ancora più incisivo. La sintesi è semplice: partire dalla base, dalle scuole, per costruire un sistema capace di generare nuovi praticanti, nuove società e, nel tempo, anche nuovi atleti. È da qui che nasce il progetto “Vola con Noi 2025”.
Il punto di partenza sono le scuole, in particolare le fasce d’età tra la quarta elementare e la terza media. È qui che si gioca la partita più importante. I dati e l’esperienza sul campo lo confermano: il badminton è uno degli sport più apprezzati dai ragazzi in ambito scolastico. In pochissime lezioni si riesce già a giocare, a divertirsi, persino a competere. Si genera un coinvolgimento immediato, difficile da riscontrare in molte altre discipline. Anche i docenti ne riconoscono subito il valore: è uno sport facile da organizzare, non prevede contatto fisico, è dinamico e completo dal punto di vista motorio. A questo si aggiunge un elemento decisivo: l’elevato grado di inclusività.
Il badminton consente infatti di coinvolgere tutta la classe contemporaneamente e, soprattutto in queste fasce d’età, permette a maschi e femmine di giocare insieme. Entrare nelle scuole, però, non basta. Le scuole non sono semplici spazi: sono comunità, con equilibri e dinamiche proprie. È quindi necessario costruire nel tempo un rapporto di fiducia con dirigenti e docenti, entrando in sintonia con il contesto scolastico. Un lavoro progressivo, che diventa sempre più efficace anno dopo anno. Per questo la fidelizzazione delle scuole è uno degli elementi centrali del progetto.
C’è poi un altro aspetto spesso sottovalutato: la scelta degli istituti. Anche considerando il numero limitato di tecnici sul territorio, le scuole dove intervenire non possono essere selezionate in modo casuale. Devono essere collegate al territorio. Vicino alla scuola deve esserci - o deve nascere - un club. Quando questo non avviene, il progetto perde gran parte della sua efficacia. Perché manca il passaggio fondamentale: la prossimità. In questo processo, il tecnico è la figura chiave. L’errore più grande è pensare di dover “insegnare” il badminton. In questa fase il gioco dev’essere il centro di tutto. È il gioco che coinvolge. È il gioco che crea il primo legame. È il gioco che ha fatto innamorare ognuno di noi. Le indicazioni tecniche devono quindi essere essenziali: a) servizio di rovescio per facilitare l’avvio dello scambio b) impugnature di base (dritto e rovescio) c) appoggio corretto sulla gamba dominante
I ragazzi si divertono, si appassionano… ma poi? Senza un passaggio strutturato, tutto questo entusiasmo rischia di disperdersi. Ed è esattamente qui che entra in gioco la Baddy Cup. La Baddy Cup non è un semplice torneo. È il collegamento tra il mondo della scuola e quello delle società sportive. Per partecipare i ragazzi devono tesserarsi e così le famiglie entrano in contatto diretto con il club. Durante le Baddy Cup, infatti, i dirigenti delle società hanno l’opportunità concreta di conoscere i genitori, presentare la propria realtà e diventare un punto di riferimento. È qui che si costruisce il passaggio più importante: quello che trasforma un’esperienza scolastica in una pratica sportiva continuativa.
Le Baddy Cup sono pensate per offrire la migliore esperienza possibile ai ragazzi alle prime armi, creando un contesto in cui possano:
- a) competere con i coetanei
b) giocare il maggior numero possibile di partite
c) vivere lo sport senza la pressione del risultato Allo stesso tempo, sono progettate per garantire un’ottima esperienza anche alle famiglie. Vicinanza geografica, costi contenuti e durata limitata permettono di vivere l’evento senza impattare eccessivamente sull’organizzazione familiare.
In sintesi:
- a) durata breve (2-4 ore)
b) molti incontri in poco tempo
c) costi ridotti
d) eventi vicini Il punteggio ridotto (11 o meno) non è un dettaglio tecnico, ma una scelta precisa: massimizzare il divertimento. Meno attese, più gioco.
Anche i costi sono pensati per abbattere ogni barriera: costi minimi di tesseramento (2,5 euro, assicurazione inclusa) e certificato medico non agonistico.
La Baddy Cup è flessibile per definizione. I l regolamento - non a caso definito “regolamento non regolamento” - fornisce linee guida, ma lascia piena libertà di adattamento.
Si può giocare:
a) in palestra o all’aperto
b) in singolo o in doppio
c) con partite o attività ludiche.
Per i più piccoli anche semplici giochi con il volano. Il punteggio suggerito è 11 punti al meglio dei tre set, ma può essere modificato in base alle esigenze. Esiste un solo obiettivo: far divertire e far tornare.
Il modello inoltre è strutturato durante tutto l’anno:
a) settembre-dicembre: progetto federale
b) dicembre: Baddy Cup di progetto
c) gennaio-maggio: Scuola Attiva Junior
d) maggio: Baddy Cup di progetto.
Questo crea continuità e, di conseguenza, un flusso continuo di tesserati ai quali bisognerà dare una risposta in termini di occasioni di confronto e competizione. Risposta che non può essere affidata ai tornei Challenge, troppo impegnativi e competitivi.
Le Baddy Cup hanno anche l’ambizione di colmare un vuoto storico: l’attività di base. Fino ad oggi, nel badminton italiano mancava un circuito dedicato ai giovani non agonisti. Il primo contatto con la competizione avveniva spesso nei Challenge, contesti poco adatti per ragazzi alle prime armi e per le loro famiglie. Per questo è fondamentale sviluppare i distretti di badminton: aree geografiche in cui più società vicine tra loro organizzano circuiti locali. In quel contesto accade qualcosa di decisivo: i ragazzi incontrano i loro coetanei, fanno amicizia e competono senza pressione. Il badminton diventa un’esperienza sociale, oltre che sportiva. Ma perché questo sistema funzioni è necessaria una condizione: aumentare la concentrazione e il numero di club sul territorio. Avere 4-6 club (o più) all’interno di una ristretta area geografica permetterà di dare vita ai circuiti non agonistici, ideali per una crescita equilibrata dei ragazzi e dei giovani talenti. Lo sviluppo non può partire dall’alto livello. Deve partire dalla base.
L’attività di base consente ai club di:
a) aumentare i tesserati
b) generare risorse economiche
c) strutturarsi nel tempo.
Questo permette poi di sostenere l’attività agonistica, che spesso è in perdita. Oggi molti club hanno circa 30 tesserati. Un club strutturato deve puntare ad almeno 100. Sono i numeri della base a sostenere tutto il sistema, anche grazie al supporto di sponsor locali.
Quando il flusso di tesserati diventerà sempre più consistente e stabile, ad un certo punto per alcuni di loro le Baddy Cup diventeranno poco interessanti e avranno voglia di accedere all’attività agonistica. Per molti di questi agonisti in erba i Challenge rappresentano ancora un impegno e una sfida eccessivi. Per questo è necessario creare (ed è già allo studio) un circuito agonistico giovanile di primo livello che contenga alcuni dei principi della Baddy Cup (durata contenuta, partite multiple, punteggi ridotti), ma che introduca una classifica e un regolamento agonistico
Il rilancio e lo sviluppo del badminton in Italia passano per una strategia chiara che parte dal basso, costruendo un sistema solido capace di generare nuovi praticanti e rafforzare le società. Questo percorso si articola in quattro passi fondamentali:
Tappa 1 SCUOLA
È il terreno di partenza, un ambiente in cui il badminton eccelle per il suo elevato grado di inclusività e la sua immediatezza. Essendo facile da organizzare e capace di far giocare insieme maschi e femmine fin dalle prime lezioni, genera un entusiasmo che coinvolge intere classi. La FIBa punta a raggiungere gli studenti nelle scuole con i progetti federali Vola con Noi 2025 e Scuola Attiva Junior.
Tappa 2 BADDY CUP
Per evitare che l’entusiasmo scolastico si disperda, questo format fa da ponte tra la scuola e le società. Attraverso tornei brevi, con costi ridotti e senza la pressione del risultato, i ragazzi iniziano a tesserarsi e le famiglie entrano in contatto diretto con i dirigenti dei club del territorio.
Tappa 3 DISTRETTI
Il passo successivo è colmare il vuoto dell'attività di base creando aree geografiche in cui più società vicine organizzano circuiti locali. Qui il badminton diventa una vera e propria esperienza sociale, dove i ragazzi incontrano i coetanei, fanno amicizia e competono in un ambiente sereno.
Tappa 4 QUOTA 100
Tutto questo lavoro dalla base ha un obiettivo vitale per la sopravvivenza del sistema: far crescere i club dagli attuali 30 tesserati medi ad almeno 100. Solo raggiungendo questi numeri le società possono generare le risorse economiche necessarie per strutturarsi nel tempo e sostenere l’attività agonistica.
Articolo di Enrico La Rosa


