Il panorama del badminton giovanile italiano sta vivendo il suo momento clou ai Campionati Italiani Junior & Under 2026, una kermesse che ha radunato ai nastri di partenza ben 255 partecipanti in rappresentanza di nove regioni (Emilia-Romagna, Lazio, Liguria, Lombardia, Piemonte, Sardegna, Sicilia, Trentino-Alto Adige e Veneto). Un dato d'insieme che testimonia la vivacità del movimento e l'entusiasmo tra le nuove leve del volano nazionale.

 

Guardando ai dati complessivi della manifestazione, i tabelloni vedono la partecipazione di 148 atleti maschi (58%) e 107 atlete femmine (42%), delineando la fisionomia del movimento giovanile su grande scala. Ma è oltre il dato puramente agonistico che il torneo rivela le sue storie più interessanti, trasformandosi in una nitida cartina di tornasole dell'inclusione e della parità di genere nello sport italiano. 

Caldaro e l'eccezione "rosa" dell'ASV Überetsch

Analizzando da vicino le singole realtà territoriali, il quadro generale cambia infatti radicalmente volto. Arriva direttamente da Caldaro sulla Strada del Vino, in Alto Adige, la rappresentativa dell'ASV Überetsch, capace di registrare una straordinaria prevalenza femminile: su 18 iscritti complessivi, ben 14 sono ragazze.

 

A guidare questa roccaforte quasi interamente "rosa" c'è in panchina l'allenatrice Erika Stich: «Mai come in questo momento la presenza femminile nel nostro club è stata così forte. Viviamo la realtà di un piccolo paese in cui, vista la vicinanza di tutte le strutture sportive, i ragazzi sono abituati alla doppia scelta: i maschi scelgono soprattutto il calcio come primo sport, mentre le femmine storicamente preferiscono il badminton.» 

 

Ma il motore trainante di questa tendenza è legato a tanti fattori, da quelli sociali a quelli di costume: «Il badminton da noi è conosciuto — prosegue Stich —: se ne parla sui giornali e nelle TV locali e si pratica fin da giovanissimi nelle scuole. Un ruolo fondamentale lo giocano anche le figure femminili di riferimento in ogni fascia d'età: atlete come Yasmine Hamza e Anna Hell sono molto seguite e rappresentano un esempio che spinge tantissimo questi numeri al femminile. Infine, c'è una cultura sportiva di base straordinaria: la popolazione è estremamente attiva e l'attività fisica fa parte dell'identità stessa del territorio.» 

Le virtuosità del territorio: tra Alto Adige, Brescia, Acqui Terme e Arcole 

Restando in Alto Adige, un altro caso emblematico arriva dall'ASV Mals, raccontato dalla coordinatrice giovanile Claudia Nista: «Dei 32 iscritti iniziali, due ragazzi sono mancati all'ultimo per l'influenza, così le atlete sono diventate persino maggioritarie con 16 presenze su 30 partecipanti complessivi. Come si spiega questa tendenza? Con il badminton iniziamo già dai primi anni delle elementare, in un ambiente naturalmente inclusivo come la scuola. Nella nostra zona il badminton ha da sempre una forte componente femminile: era così già quando giocavo io nelle categorie giovanili, grazie anche a modelli vincenti femminili a cui ispirarsi e a una spiccata cultura sportiva della parità di genere nel nostro territorio.» 

 

Il fermento attorno alla componente femminile non è però un'esclusiva altoatesina e trova sponde altrettanto virtuose tra Lombardia, Piemonte e Veneto. 

 

La Brescia Sport Più scende in campo con una truppa perfettamente bilanciata di 7 ragazzi e 7 ragazze, come spiega la Head Coach Patrizia Piacentini: «Molti ragazzi arrivano dalle scuole tramite i progetti federali o di Sport e Salute. Spesso approdano al badminton dopo aver provato altre discipline sportive. In questo senso conta molto la cultura sportiva locale: ci sono realtà storiche in cui la popolazione femminile ha una forte tradizione sportiva, basti pensare alla grande partecipazione e al seguito della pallavolo in Brescia.»

 

In Piemonte risalta l'esperienza dell'Acqui Badminton, presente alla manifestazione con una squadra interamente femminile composta da 5 atlete. Commenta l'allenatore Fabio Tomasello: «È la prima volta che ci presentiamo con una squadra tutta al femminile negli anni passato la squadra era totalmente paritaria. Si tratta di una nuova generazione: ragazze che frequentano la stessa scuola e fanno gruppo tra loro, mentre altre due sono sorelle. Il passaparola funziona molto bene e le ragazze sono straordinarie nel fare squadra fin da subito.»

 

In terra veronese, la Sport Academy Arcole guidata da Thomas Padovan si spinge persino oltre, sovvertendo i canoni tradizionali: nei suoi tabelloni figurano ben 8 atlete a fronte di 4 maschi, raddoppiando di fatto la componente rosa rispetto a quella maschile. Un fenomeno, quello di un vivaio nettamente virato al femminile, che ad Arcole trova la sua punta di diamante ma che si specchia nell'esempio di tante altre realtà dell'intera penisola, capaci di presentarsi a Milano con una partecipazione femminile massiccia e determinante per l'intero movimento. 

Non solo numeri: la parità come asset strategico 

Sguardo analitico alla mano, questi dati raccontano qualcosa di molto più profondo di una semplice statistica o di un pur doveroso rispetto delle pari opportunità. 

 

Per un club di badminton, costruire un vivaio ampio ed equamente distribuito tra settore maschile e femminile può rappresentare anche una precisa scelta strategica, come sottolinea Erika Stich. "Poter contare su una rosa completa permette infatti alle società di essere competitive e costanti in ognuna delle cinque specialità previste dai tornei: dai singolari maschile e femminile fino ai tre doppi (maschile, femminile e misto)." 

 

Dati ed esperienze che riflettono l'evoluzione del movimento giovanile sul territorio, evidenziando come la cultura della parità e dell'inclusione rappresenti una leva importante per la sostenibilità e la competitività del movimento nel tempo: perché "La Sostenibilità si allena" anche così: promuovendo le pari opportunità.

 

 

 

 

 

Foto: in alto la rappresentativa dell'ASV Überetsch con l'allenatrice Erica Stich. In basso, le squadre dell'ASV Mals con la coordinatrice giovanile Claudia Nista, il Brescia Sport più con l'allenatrice Patrizia Piacentini e i tecnici societari, le atlete dell'AcquiBadminton.

 

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